Wimbledon 2026, Binaghi: “Abbiamo una generazione di ragazzi irripetibile”

Jacopo Di Lorenzo
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Angelo Binaghi - Foto FITP

A seguito della vittoria di Jannik Sinner su Novak Djokovic nella semifinale di Wimbledon 2026, il Presidente FITP Angelo Binaghi è intervenuto ai microfoni di Supertennis. “Non mi aspettavo un Sinner così perfetto, temevo un match molto più complicato”- le sue parole. E Djokovic, nonostante i 39 anni, è in effetti uno degli avversari più temibili per Sinner, se non il più temibile dopo sé stesso: ricordiamo la semifinale degli Australian Open, dove il serbo sconfisse Jannik in 5 set. Ma la storia non è destinata a ripetersi quando in campo c’è un giocatore capace di imparare da ogni sconfitta e migliorare ogni volta: “Abbiamo visto un giocatore di un’altra dimensione, di un altro sport, con una sicurezza e un approccio che fanno parte proprio di un’altra professionalità”, queste le parole al miele di Binaghi nei confronti del n.1 italiano.

Un Wimbledon che, oltre a Sinner, è definibile un successo italiano a tutto tondo: da sottolineare alcuni momenti, come l’esordio, fenomenale, di Tyra Grant nello slam su erba, battendo in due set nettamente Katie Boulter; l’ottimo, seppur con finale amaro, Wimbledon di Flavio Cobolli; il ritorno di Berrettini a un ottimo livello su erba, i quarti di Jasmini Paolini…Com’è possibile che la Federazione sia riuscita a produrre, al medesimo tempo, un successo su così tanti fronti? “L’ascesa del tennis italiano non è casuale, è strutturale. I ragazzi hanno di fronte a loro una decina d’anni di successi”.

Quali sono gli elementi che hanno permesso un cambio di rotta, rispetto agli anni precedenti in cui già vedere un italiano vincere un titolo era una notizia, mentre ora avere un italiano in finale in ogni slam sembra la normalità? “Individuo tre elementi”, afferma il Presidente: “La ‘cacciata dei mercanti dal tempio’, la televisione e la gestione dei grandi eventi sportivi”. Con il primo punto, Binaghi – presidente FITP da oltre vent’anni, dal 2021 – fa riferimento a una maggiore democratizzazione della Federazione: “Abbiamo permesso a tutte quelle persone che magari non avevano un grande passato tennistico ma volevano aiutare, di poterlo fare”.

E allo stesso tempo “Abbiamo avuto il coraggio di cacciare chi invece voleva impedire tutto ciò”. Poi, Binaghi sottolinea l’importante ruolo svolto dalla televisione, in quanto “casa dello sport e punto di riferimento costante per gli appassionati”. Infine, i grandi eventi sportivi, che sono sia “cassa di risonanza per i giocatori”, sia una fonte di “risorse per finanziare le società sportive virtuose del tennis”.

L’obiettivo che ci siamo dati a livello di federazione? Rendere il tennis da un lato sempre più economico, dall’altro sempre più popolare”.

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