WTA 1000 Madrid 2026, Sabalenka: “Colpire bene in movimento è la chiave”

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Aryna Sabalenka - Foto Sydney Low CSM/Shutterstock

“Giocare qui a Madrid come primo torneo sulla terra non è proprio naturale, né semplice. L’altitudine e le condizioni rendono tutto un po’ complicato. Sto ancora cercando il ritmo e spero che partita dopo partita il mio livello cresca e riesca a trovare il mio tennis sulla terra”. Così Aryna Sabalenka in conferenza stampa dopo la vittoria su Jaqueline Cristian per 6-1 6-4 nel terzo turno del WTA 1000 di Madrid. La numero uno del mondo si è detta soddisfatta della prestazione: “Sono felice per il mio livello, soprattutto nel primo set. E anche di come ho lottato nel secondo, quando le difficoltà sono tornate: le ho gestite bene”.

Inevitabile poi un passaggio sullo straordinario avvio di stagione, in cui vanta una statistica di 25 vittorie su 26 partite: “Non so se ci avrei davvero creduto, se me lo avessero detto mesi fa. I numeri sono pazzeschi. Allo stesso tempo, con la programmazione e la gestione del corpo ci stiamo prendendo più tempo per arrivare pronti a ogni torneo ed esprimere il miglior tennis possibile. Quindi sì, forse ci avrei creduto… ma resta qualcosa di incredibile”.

Spazio anche a un momento più leggero, legato al passante di rovescio a una mano: “Lo proviamo spesso in allenamento, anche da mancina. Ma farlo in partita e trovare il vincente… probabilmente è stato il colpo della mia vita”. Poi la battuta: “Adesso aspetto un commento di Roger Federer”.

Agli ottavi ci sarà la sfida contro Naomi Osaka, in un confronto che promette equilibrio: “Le partite che abbiamo giocato sono sempre state battaglie di alto livello. Non credo che la superficie cambi molto: sarà comunque una sfida dura”.

Infine, la chiave del suo tennis, sempre più efficace anche in situazioni complicate: “Oggi è fondamentale saper mettere pressione non solo dalla propria zona di comfort, ma anche quando si è in corsa o in difesa. Restare nello scambio e riuscire comunque a fare male all’avversaria è un aspetto davvero importante nel tennis moderno”.

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