Dopo aver sconfitto Anna Kalinskaya al Roland Garros 2026 e raggiunto la prima semifinale Slam della carriera, Maja Chwalinska ha raccontato in conferenza stampa le emozioni di una giornata speciale, tornando anche sul difficile periodo che l’aveva portata ad allontanarsi dal tennis per motivi legati alla salute mentale.
LA LOTTA CON KALINSKAYA
La polacca ha innanzitutto analizzato la vittoria contro Kalinskaya, sottolineando le difficoltà delle condizioni atmosferiche: “È stata una partita molto complicata”, ha iniziato Chwalinska. “C’era tantissimo vento e in giornate così bisogna essere ancora più concentrate del normale. Credo di aver fatto bene soprattutto a rimanere calma quando ero avanti 5-1 nel primo set e Anna ha iniziato a giocare in modo molto più aggressivo fino a risalire sul 5-5. Sono davvero orgogliosa di essere rimasta lucida e di essere riuscita a portare a casa quel set. Nel secondo è stata una vera battaglia”.
LA CORSA DI RADUCANU
Partita dalle qualificazioni, Chwalinska è ora a due vittorie da uno dei percorsi più sorprendenti nella storia recente degli Slam. Un cammino che inevitabilmente richiama alla memoria quello di Emma Raducanu agli US Open 2021. “Fu una corsa incredibile, soprattutto considerando quanto fosse giovane. Credo avesse 18 o 19 anni e non perse nemmeno un set. Quello che mi porto dietro da esperienze come la sua è che il livello tra qualificazioni e tabellone principale è molto più vicino di quanto si pensi. Nelle qualificazioni ci sono giocatrici fortissime. Bisogna continuare a credere nel proprio lavoro e pensare che un giorno possa arrivare anche il nostro momento”.
I MOMENTI DIFFICILI
Nel corso della conferenza è inevitabilmente emerso il tema della salute mentale, considerato il lungo stop che aveva caratterizzato una fase della sua carriera. Chwalinska ha spiegato come stia affrontando anche questo momento di enorme esposizione mediatica. “In questo periodo sto lontana dai social. Pubblico qualcosa e poi esco. Penso che in una situazione del genere potrebbero diventare troppo pesanti da gestire. Inoltre ho persone fantastiche accanto a me, che mi accompagnano da tanti anni. Posso fidarmi di loro e parlare apertamente di qualsiasi cosa. Credo sia fondamentale”.
Ripercorrendo il periodo più difficile della sua vita sportiva, la polacca ha raccontato con sincerità cosa l’avesse portata a fermarsi. “La pausa in sé non è stata la parte più dura. I momenti peggiori sono arrivati prima. Ho sofferto molto e inizialmente cercavo di reagire pensando di dover essere forte e continuare ad allenarmi. A un certo punto, però, non riuscivo più nemmeno ad alzarmi dal letto. Mi sentivo completamente svuotata. Ho capito che avevo bisogno di fermarmi perché non riuscivo più a vivere normalmente. E, sinceramente, non sapevo nemmeno se sarei tornata a giocare. Dopo alcuni mesi ho rimesso insieme diversi pezzi della mia vita e ho deciso di riprovarci. Oggi sono felice di averlo fatto”.
GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI
Se tre settimane fa qualcuno le avesse prospettato una semifinale Slam, la sua risposta sarebbe stata ben diversa. “Il mio obiettivo per quest’anno era entrare tra le prime 100 del mondo. Arrivata qui, il mio traguardo era superare le qualificazioni. Sentivo di stare lavorando bene e di fare le cose giuste, ma pensavo semplicemente di dover avere pazienza. Non mi aspettavo certamente che tutto accadesse in questo modo. Però non mi sto lamentando”, ha aggiunto sorridendo.
Chwalinska ha poi rivelato di aver ricevuto soltanto brevi messaggi di congratulazioni da Iga Swiatek, senza particolari consigli tecnici: “Ci siamo semplicemente scambiate dei complimenti”.
L’ADRENALINA DI UNO SLAM
Infine, uno sguardo alle condizioni fisiche dopo otto vittorie consecutive tra qualificazioni e tabellone principale. “Ovviamente sono un po’ stanca, è normale. Però questo è uno Slam e l’adrenalina è altissima. Posso anche sentirmi malissimo fuori dal campo, ma quando entro in partita cambia tutto. Non importa come mi sento: so che andrà bene”.