Roland Garros 2026, Kouame: “Ho capito che posso reggere i 5 set, la testa è la mia arma segreta”

Tancredi Crepax
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Moise Kouame - Foto Dubreuil Corinne/ABACA/ipa

Moise Kouame, il nuovo gioiello classe 2009 del tennis francese, è reduce da un Roland Garros delle prime volte: prima partecipazione in uno Slam e prime vittorie (primo giocatore del 2009 a vincere una partita in uno Slam), di cui una al quinto set. Dopo la sconfitta contro Alejandro Tabilo al terzo turno, è tornato sul match e sulla sua settimana in conferenza stampa: “È stata una partita molto combattuta, una grande battaglia. Ho cercato di restargli vicino nel quarto set e ci sono riuscito, poi nel tie-break è stato tutto molto equilibrato. Alla fine l’hanno decisa i piccoli dettagli. È stata una grande settimana qui al Roland Garros, ho imparato molte cose positive su me stesso”.

A PROVA DI 5 SET

Entrando nel particolare, il francese spiega i dubbi che aveva sulla sua tenuta fisica e mentale in campo: “Sono contento perché durante le partite non ho praticamente mai avuto crampi. All’inizio del torneo era una delle grandi incognite: capire se il mio corpo avrebbe retto incontri lunghi e impegnativi. Credo di aver capito che fisicamente posso reggere partite lunghe e una serie di incontri a questo livello. È difficile affrontare più match di questo tipo, ma penso che con più esperienza tutto diventerà sempre più facile. Cercherò di trovare modi per accorciare le partite oppure, se dovranno essere lunghe, di individuare gli aspetti che mi permetteranno di vincerle”.

Effettivamente, in queste prime, poche partite, gli è successo di tutto, tra match point annullati e rimonte: Dal punto di vista dell’esperienza non credo si possa chiedere di più. Ho giocato un match al meglio dei tre set, una partita durata cinque ore e una sfida di quattro set piena di tensione. È stata una settimana completa sotto ogni aspetto e ne sono davvero felice”.

NUOVE ASPETTATIVE

Come ogni aspirante campione che si affaccia al massimo livello, ha dovuto fare i conti con una pressione diversa dal solito: “Naturalmente durante una partita c’è sempre una componente di stress. Oggi l’ho sentita soprattutto nel tie break, quando ho avuto alcune occasioni importanti sul servizio. Penso però che lo stress sia una cosa positiva. Significa che stai facendo bene e che l’adrenalina ti mantiene nelle condizioni giuste. Oggi purtroppo non sono riuscito a trasformare quell’adrenalina in una vittoria, ma sono sicuro che la prossima volta ci riuscirò”.

PERDERE E RIALZARSI

Colpisce vedere un ragazzo così giovane, ma così positivo dopo una sconfitta tirata, per di più davanti al proprio pubblico. Eppure Kouame l’ha presa con filosofia, e guarda già al prossimo step: “Quando perdi sei sempre un po’ deluso. Sono un combattente e voglio sempre vincere sempre, ma purtroppo non è possibile, per questo motivo penso già alla prossima partita. Adesso il mio obiettivo è recuperare per poter giocare il prossimo torneo a Lione. Oggi ho perso, magari domani vincerò. Non è una sconfitta che mi crea problemi, anzi. Sono certo mi aiuterà a crescere in futuro. Ho imparato moltissimo su me stesso e forse questa sconfitta mi ha dato persino più delle due vittorie ottenute in precedenza. Sono uno che impara dai propri errori e cerca sempre di rialzarsi”.

Si concentra poi sul suo tennis dal punto di vista tecnico: “Ci sono cose che ho fatto bene e altre sulle quali dovrò lavorare, ci sarà sempre qualcosa da migliorare. Forse il servizio non è stato abbastanza efficace in alcuni momenti, anche il diritto può crescere. Ho commesso alcuni errori che non avrei dovuto fare in momenti molto importanti. Voglio continuare a migliorarli per diventare sempre più forte, anche se questa settimana ho eseguito tanti buoni colpi”.

ASTRO NASCENTE

“Sì, la gente mi riconosce al Roland Garros e anche per strada. Quando entro sul Suzanne Lenglen e vedo gli spalti pieni è qualcosa di speciale. C’è poi il discorso dei social media. Se guardiamo ai numeri e alla visibilità, grazie al Roland Garros ho fatto un salto di livello. Ma la cosa più importante resta ciò che faccio in campo. Tutti questi tifosi vogliono vedermi lottare, giocare bene e vincere punti. Vogliono vedermi sorridere e spero di poter offrire loro questo per tutta la mia carriera. È questo ciò che conta davvero”.

“Mentalmente ho sempre saputo di essere una persona forte. Ho sempre saputo di non essere uno che si arrende e di essere capace di ribaltare una partita, per questo sapevo di poterlo fare anche qui al Roland Garros. Ci sono andato vicino ancora una volta, anche se questa volta non ci sono riuscito. Dal punto di vista mentale, però, sapevo già che questa è una delle mie armi segrete e che posso usarla ogni volta che ne avrò bisogno”.

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