Jakub Mensik è reduce da una delle prestazioni di miglior livello della stagione, che gli ha permesso di battere Joao Fonseca 6-4 6-3 7-6(3) e raggiungere la sua prima semifinale Slam della carriera.
Nonostante il punteggio, il finale di partita non è stato senza patemi per il ceco. Oltre ad aver dovuto salvare un set point in risposta, si è anche visto cancellare ben 6 match point sul 6-5, ma tutto questo non lo ha distratto: “In quel momento ero completamente dentro la partita, credo che non stessi nemmeno pensando al punteggio. Ero concentrato soltanto sul mio tennis, sulla mia prestazione e su me stesso”. Un atteggiamento vincente, visto il tifo a favore del brasiliano: “Anche quando il pubblico esplodeva, non sentivo nulla. Ero talmente immerso nella partita e concentrato da pensare esclusivamente al punto successivo”.
FINALMENTE IN SALUTE
Mensik si è poi concentrato sulla sua stagione sulla terra battuta, i cui risultati non lasciavano immaginare un percorso di questo tipo qui a Parigi: “Prima del torneo avevo già spiegato che la stagione sulla terra non era andata come speravo Non tanto per i risultati, quanto per il modo in cui si era sviluppata”.
Soprattutto per problemi fisici: “Ero pronto per giocare a Monte Carlo, ma ho avuto un’infezione a un dito del piede. Poi ho contratto un virus che mi ha costretto a fermarmi per altre due settimane, e quindi di Madrid mi ero allenato soltanto tre o quattro giorni. Sono arrivato lì senza partite nelle gambe e, anche se sono riuscito a raggiungere il quarto turno – proprio contro Alexander Zverev, suo avversario in semifinale-, non mi sentivo bene”.
Proprio su quel recente e unico precedente contro Zverev ha spiegato che: “è stata una sfida molto equilibrata, ma era un match al meglio dei tre set. Adesso la situazione è diversa: parliamo di una semifinale e di una sfida al meglio dei cinque set. Sono entusiasta della sfida che mi aspetta”.
IL MENTORE
Non tutti possono vantare un saggio consigliere come Novak Djokovic: “Il rapporto che ho con Novak è davvero speciale e gliene sarò sempre grato. Quando ancora non avevo iniziato la mia carriera nel circuito ATP e giocavo tra gli junior, lui mi invitò ad allenarmi con lui perché aveva visto qualcosa in me, del potenziale: fu un’esperienza incredibile”.
Ed è proprio in questi momenti che gli insegnamenti tornano utili: “In quel periodo non ero ancora pronto per giocare gli Slam e quindi quell’esperienza servì soprattutto per conoscere il circuito e capire come funzionano le cose a questo livello. Ho preso tutto ciò che avevo imparato e sono riuscito a trasferirlo in campo, fino ad arrivare a giocare gli Slam nel modo in cui sto facendo oggi”.
LE CONDIZIONI FISICHE
Dopo le fatiche dei primi turni, il ceco è sembrato in forma smagliante. Almeno fino a quel piccolo fastidio avvertito alla fine del secondo set del match con Fonseca: “Ero molto tranquillo, concentrato e l’inerzia era completamente dalla mia parte. Purtroppo verso la fine del secondo set ho iniziato ad avvertire un fastidio alla gamba sinistra che mi dava problemi soprattutto durante il servizio”.
Sembra però niente di grave: “Per fortuna si trattava soltanto di una contrattura muscolare. A causa di quel fastidio ho perso un po’ di concentrazione e infatti l’inizio del terzo set non è stato come avrei voluto. Con il passare del tempo, però, mentre la partita diventava sempre più intensa, il dolore ha iniziato a diminuire finché non ho smesso di sentirlo”.